Grande successo della serata speciale dedicata ai genitori dei ragazzi del Settore Giovanile, della Scuola Calcio e delle Società Affiliate gialloblù con Josefa Idem nei panni di relatrice. Nell'incontro organizzato mercoledì sera via web, la già campionessa mondiale della canoa ha parlato del rapporto tra scuola e sport, delle dinamiche che regolano gli equilibri tra lo studio e l'attività sportiva nel rispetto della valenza di entrambi i campi e sui metodi d'approccio per favorire lo sviluppo e l'equilibrio del bambino.

Nell'ora e mezza d'intervento dal titolo «Sport e scuola: giocare di squadra si può?» destinato alle famiglie dei giovani atleti e di riflesso a istruttori e docenti, moderato da Alessia Pecchini e a cui hanno partecipato Andrea Catellani e Lorenzo Bedin, rispettivamente psicologa, responsabile e coordinatore tecnico del Settore Giovanile del ChievoVerona, oltre a Fabio Moro, responsabile dell'Attività di base, Idem ha illustrato dell'importanza della fase d'ascolto e della gestione delle emozioni, dell'importanza dell'attività motoria con annessa la valenza del vivere e stare in gruppo e delle ripercussioni sulla crescita del ragazzo.

Anche con qualche simpatico aneddoto riferito alla sua adolescenza di atleta promettente, che doveva conciliare gli impegni sportivi sempre più importanti alla frequenza scolastica, la vincitrice dell'oro alle Olimpiadi di Sydney 2000 ha esposto come le evidenze scientifiche dimostrino quanta empatia si debba trasmettere verso chi si avvicina allo sport con passione. Nella gestione dei sentimenti della pressione e della frustrazione, con l'errata teoria del passato che i "brutti voti" siano un elemento fortificante e stimolino maggior attenzione allo studio, è fondamentale invece - ha spiegato - generare emozioni gradevoli per un soggetto in crescita, che facilitino lo sviluppo in entrambi i campi.